
IL TERRITORIO
I comuni della DOP
La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta comprende, nell’ambito del territorio amministrativo della regione Siciliana, i territori olivati dei comuni (atti a conseguire le produzioni con le caratteristiche qualitative previste nel disciplinare di produzione) che elenchiamo di seguito:
Provincia di Catania:
Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Maniace, Motta S. Anastasia, Paterno’, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, San Pietro Clarenza.

Provincia di Enna:
Centuripe.
Provincia di Messina:
Malvagna, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria.
Per maggiori dettagli visualizza la cartina con la delimitazione geografica della zona di produzione.
La DOP Monte Etna
Il Disciplinare di Produzione, garantisce la qualità e la tipicità.
Esige che tutte le fasi della produzione (in campo), dell’estrazione (in frantoio) e del confezionamento siano obbligatoriamente effettuate all’interno della “Zona di Produzione” situata alle pendici dell’Etna.
La cultivar preponderante è la Nocellara Etnea che può essere utilizzata sia come oliva da olio che come oliva da tavola.
La storia della D.O.P. Monte Etna
25/8/2003: nasce la Denominazione di Origine Protetta “Monte Etna” con il riconoscimento, da parte dell’Unione Europea, dei requisiti di tipicità dell’olio extra vergine di oliva, legati al territorio etneo (Reg CE 1491 del 25 agosto 2003).
04/9/2003: la D.O.P. “Monte Etna” viene iscritta nel “Registro delle Denominazioni di Origine Protetta e delle Indicazioni Geografiche Protette” dell’Unione Europea e viene pubblicato il “Disciplinare di Produzione” (Provvedimento 4 settembre 2003).
16/10/2003: viene autorizzato l’organismo di controllo AGROQUALITA’ ad eseguire i controlli sulla D.O.P. “Monte Etna” al fine di garantire il rispetto del Disciplinare di produzione (Decreto MIPAF 16/10/2003).
07/1/2005: viene modificato il Disciplinare di Produzione della D.O.P. “Monte Etna”, in merito all’adeguamento di alcuni parametri (ac. linoleico e lnolenico) relativi alle caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche (Comunicato MIPAF 07/1/2005).
19/5/2005: viene accordata la protezione transitoria, a livello nazionale, della modifica del Disciplinare di Produzione dell’olio extra vergine D.O.P. “Monte Etna” (Decreto MIPAF 19/5/2005).
01/10/2007:
nasce il Consorzio di Tutela e di valorizzazione dell’olio extra vergine D.O.P. “Monte Etna”.
Il mito e la storia
Secondo il mito, la prima regione italiana a ricevere l’albero sacro dalla Grecia fu la Sicilia grazie ad Aristeo, figlio di Apollo, che ne introdusse la coltivazione e insegnò alle popolazioni locali come ricavare l’olio dalle olive.
L’introduzione dell’olivo nella zona orientale della Sicilia è avvenuto intorno al II° millennio a.C., ad opera dei Fenici e dei Greci. In questo areale, la presenza del vulcano Etna, con le sue manifestazioni eruttive, ha alimentato il mito di questa coltura: il Ciclope Polifemo, personificazione dell’Etna con il suo occhio iniettato di fuoco, viene accecato da Ulisse con un tronco di olivo.
Testimonianza dell’importanza della produzione oleicola “etnea” si riscontra già nell’opera di Pietro Bembo che, nel suo “De Aetna”, cita la bontà ed il pregio della coltura dell’olivo coltivato intorno al vulcano.
Tocqueville nel 1827, durante il suo viaggio in Sicilia, a proposito della zona dell’Etna parla di prosperità ed abbondanza grazie alle coltivazioni locali di olivo rese particolarmente fertili grazie anche alle peculiari proprietà conferite dal terreno vulcanico.
Oggi sull’Etna la “cultura dell’olio”, parte integrante e preponderante della cultura delle sue genti, assurge a simbolo di qualità della vita e di rispetto di secolari tradizioni.
